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Visualizzazione dei post da dicembre, 2017

Perosi, Passione di Cristo, P. III - Invito all'ascolto

A. Ciseri, Trasporto di Cristo al sepolcro All'oratorio  La Passione di Cristo,  di Lorenzo Perosi, avevo dedicato un post l'anno scorso, proponendo un'analitica guida all'ascolto delle prime due Parti (“La Cena del Signore” e “L’orazione al Monte”) che si erano concluse con l'arresto di Gesù  ( v. Passione ).    Dedico questo nuovo post alla terza e ultima parte.   Premetto che in questo “Invito”, l’analisi sarà programmaticamente meno minuziosa di quella condotta nel post precedente. Per amore di brevità, farò di tutto per resistere al fascino della musica perosiana, limitandomi a qualche annotazione sui passi e gli aspetti più salienti. Ma entriamo subito in argomento. Nella Parte III Perosi, omessi i versetti dedicati al duplice processo (davanti al Sinedrio, e davanti a Pilato) si concentra – come dice il titolo – su “La morte del Redentore” (testo: Mc XV 25-37). Anche questa Parte si apre con un breve preludio strumentale, impostato sulla tonalità di ...

Perosi, Il Natale del Redentore

  Il Natale del Redentore di Perosi: Testo e Guida all'ascolto della Parte seconda. INTRODUZIONE Giotto, la Natività Padova, Cappella degli Scrovegni Problema preliminare  A distanza di un anno, torno ad augurare buon Natale ai miei amici con un post di musiche natalizie. Questa volta porterò in scena Il Natale del Redentore , un oratorio di Lorenzo Perosi (Tortona 1872 – Roma 1956). Prima, però, ritengo doveroso affrontare un problema preliminare. Ha senso proporre a un pubblico indifferenziato (credenti di varie confessioni religiose, atei, agnostici ecc.) un’opera d’arte di contenuto apertamente religioso, cristiano? Chiarisco subito che la questione qui proposta non riguarda la presunta opportunità di evitare opere che possano risultare “offensive” alla sensibilità di “altre confessioni religiose”, come ipocritamente generalizza chi non ha nemmeno l’onestà di chiamare le cose col loro nome. Una siffatta pretesa non è né un problema,...

D'Annunzio: Orazione funebre per un aviatore francese

D’Annunzio oratore in un dipinto di Marchioni Come promesso (vedi D'Annunzio e il mito della bella morte ), in questo post leggeremo, corredato di qualche nota di analisi, un esempio di ‘ bella morte ’ dannunziana .  Si tratta di un breve discorso di commiato, tenuto in occasione delle esequie di un aviatore francese, abbattuto nel cielo di Muggia nel corso di un’operazione di bombardamento di hangar e cantieri navali austriaci. Operazione coronata da successo, secondo l’agenzia Stefani: “numerosi e vasti incendi” ; gli apparecchi rientrati incolumi ; tutti , “ meno un idrovolante francese ”: quello del nostro eroe. Tra i tanti partecipanti all'impresa, l'unico sfortunato. O, piuttosto, l’unico veramente fortunato. Tale, almeno, è l’opinione del nostro Vate. Ma ecco le sue parole. Non convengono lacrime né parole di compianto sul feretro di questo giovine alleato ch’ebbe in sorte la fine di cui era degno, la fine di cui si faceva ogni giorno più de...

D'Annunzio e il mito della bella morte - I

Discorso dalla ringhiera del Campidoglio   La ‘bella morte’ nelle opere di D’Annunzio coeve alla Grande Guerra È noto che il mito della ‘bella morte’ alimentò tanta parte della retorica guerresca del ventennio. Ma anche in questo caso, come in altri, il fascismo si limitò ad appropriarsi un marchio altrui. L’immagine della ‘bella morte’, almeno con riferimento alla morte eroica in un contesto bellico, reca l’inconfondibile cifra dannunziana. Appare per la prima volta – almeno a mia conoscenza – in uno dei più infuocati discorsi interventisti del poeta. La sera del 17 maggio 1915, arringando dalla ringhiera del Campidoglio una folla di seguaci acclamanti, portati al delirio dal teatrale bacio sulla spada di Nino Bixio, D’Annunzio ricorda: “In quest’ora, cinquantacinque anni fa i Mille si partivano da Calatafimi espugnata ed eternata nei tempi dei tempi col loro sangue, che oggi ribolle come quel dei Protomartiri; si partivano, ebri di bella m...