A. Ciseri, Trasporto di Cristo al sepolcro All'oratorio La Passione di Cristo, di Lorenzo Perosi, avevo dedicato un post l'anno scorso, proponendo un'analitica guida all'ascolto delle prime due Parti (“La Cena del Signore” e “L’orazione al Monte”) che si erano concluse con l'arresto di Gesù ( v. Passione ). Dedico questo nuovo post alla terza e ultima parte. Premetto che in questo “Invito”, l’analisi sarà programmaticamente meno minuziosa di quella condotta nel post precedente. Per amore di brevità, farò di tutto per resistere al fascino della musica perosiana, limitandomi a qualche annotazione sui passi e gli aspetti più salienti. Ma entriamo subito in argomento. Nella Parte III Perosi, omessi i versetti dedicati al duplice processo (davanti al Sinedrio, e davanti a Pilato) si concentra – come dice il titolo – su “La morte del Redentore” (testo: Mc XV 25-37). Anche questa Parte si apre con un breve preludio strumentale, impostato sulla tonalità di ...
Discorso dalla ringhiera del Campidoglio La ‘bella morte’ nelle opere di D’Annunzio coeve alla Grande Guerra È noto che il mito della ‘bella morte’ alimentò tanta parte della retorica guerresca del ventennio. Ma anche in questo caso, come in altri, il fascismo si limitò ad appropriarsi un marchio altrui. L’immagine della ‘bella morte’, almeno con riferimento alla morte eroica in un contesto bellico, reca l’inconfondibile cifra dannunziana. Appare per la prima volta – almeno a mia conoscenza – in uno dei più infuocati discorsi interventisti del poeta. La sera del 17 maggio 1915, arringando dalla ringhiera del Campidoglio una folla di seguaci acclamanti, portati al delirio dal teatrale bacio sulla spada di Nino Bixio, D’Annunzio ricorda: “In quest’ora, cinquantacinque anni fa i Mille si partivano da Calatafimi espugnata ed eternata nei tempi dei tempi col loro sangue, che oggi ribolle come quel dei Protomartiri; si partivano, ebri di bella m...