martedì 29 agosto 2017

Cermelli: Busoni e la "nuova commedia dell'arte"





Recensione a


Giovanna Cermelli, “Romanticismo, tardo-romanticismo e maschere italiane” 

in Busoni Arlecchino e il futurismo, Atti del Convegno, Empoli 13-14 marzo 2016, pp. 103-112 (v. Busoni Arlecchino e il f.).


Giovanna Cermelli rintraccia le intricate radici della busoniana Nuova commedia dell’arte (titolo apposto dall’autore all’Arlecchino e alla Turandot) nella cultura romantica tedesca.

turandot

Partic. della copertina del disco Urania historical records
 (dal sito allmusic.com)

La Turandot busoniana – pur nella sostanziale aderenza al testo di Gozzi – presuppone (per antitesi!) l’esaltazione degli aspetti tragici operata nella rielaborazione di Schiller. Ne dà un indizio evidente, per quanto paradossale, Busoni stesso, affermando di essersi ispirato al testo gozziano e non alla rielaborazione di Schiller. Il fatto è che con quella dichiarazione, apparentemente superflua, il compositore intendeva sottolineare la sua intenzione di preservare il carattere giocoso della fiaba, ignorando le connotazioni tragiche sviluppate dal poeta tedesco. Perché, per altri aspetti, il Truffaldino busoniano “è molto più simile alla figura schilleriana che non a quella di Gozzi”. Frutto di “una contaminazione moderna del buffo settecentesco con il demoniaco scurrile del Romanticismo”, esso “diventa, con tutte le sue grottesche contorsioni ereditate dai matti unilaterali del Romanticismo, il precursore e il compagno di strada dei personaggi scurrili ammiccanti e tanto più spaventosi quanto più ridicoli del cinema espressionista coevo a Busoni”.


Pantalone

Pantalone (da Wikipedia), 
“incarnazione del buonsenso filisteo”
Pantalone, per parte sua, da veneziano doc fatto ministro e segretario di Altoum senza nulla perdere del suo carattere di buon rappresentante del filisteismo, ha qui il compito di evidenziare, per contrasto, “la crudeltà inverosimile  di un Oriente in cui a comandare è una donna, e una donna troppo moderna”, mediante i ripetuti riferimenti alla “pacifica vita veneziana dominata dal buonsenso e dalla bonomia”.

Anche di Arlecchino gli antecedenti sono da ricercare nella cultura romantica tedesca. I Balli di Sfessania di Callot giungono a Busoni filtrati dal Romanticismo tedesco, da Friedrich Schlegel alle commedie giovanili di Tieck., a Clemens Brentano, allo Hoffmann del ‘capriccio’ Prinzessin Brambilla, di cui la Cermelli segnala i numerosi riscontri con la creazione busoniana.

Del resto, la “novità essenziale” dell’Arlecchino busoniano ci riporta ancora una volta  nell’ambito della cultura germanica. L’inafferrabile personaggio, più che come “imperatore del regno della fantasia”, nel lavoro del musicista empolese ci si presenta come “paladino di una nuova morale , che è poi la morale del Don Giovanni mozartiano filtrata attraverso la lettura di Nietzsche (o piuttosto la nuova morale di cui è parola in Nietzsche filtrata attraverso la reinterpretazione della figura di Don Giovanni)”.

marionette e burattini a teatro

Un particolare dell’esposizione temporanea Marionette e burattini 
al Teatro delle Orsoline (Cividale del Friuli)

Busoni ricorda che l’idea dell’Arlecchino 
gli fu suggerita da uno spettacolo del Teatro di marionette di Podrecca


Alla base della “nuova Commedia dell’arte” busoniana – conclude la studiosa – sta la “reinvenzione […] delle figure di Truffaldino da una parte e di Arlecchino dall’altra”, entrambi segnati dal passaggio per la Germania romantica. Un’indagine in questa direzione permetterà “di stabilire fra Turandot e Arlecchino una connessione interna più stretta di quanto non appaia a prima vista.” 

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