A. Ciseri, Trasporto di Cristo al sepolcro All'oratorio La Passione di Cristo, di Lorenzo Perosi, avevo dedicato un post l'anno scorso, proponendo un'analitica guida all'ascolto delle prime due Parti (“La Cena del Signore” e “L’orazione al Monte”) che si erano concluse con l'arresto di Gesù ( v. Passione ). Dedico questo nuovo post alla terza e ultima parte. Premetto che in questo “Invito”, l’analisi sarà programmaticamente meno minuziosa di quella condotta nel post precedente. Per amore di brevità, farò di tutto per resistere al fascino della musica perosiana, limitandomi a qualche annotazione sui passi e gli aspetti più salienti. Ma entriamo subito in argomento. Nella Parte III Perosi, omessi i versetti dedicati al duplice processo (davanti al Sinedrio, e davanti a Pilato) si concentra – come dice il titolo – su “La morte del Redentore” (testo: Mc XV 25-37). Anche questa Parte si apre con un breve preludio strumentale, impostato sulla tonalità di ...
Boccioni, Autoritratto (1908) La notizia della morte di Boccioni suscitò in Busoni sdegno oltre che dolore. Perché? Fu una reazione giustificata? In questo articolo affronteremo il problema alla luce delle relazioni fra i due artisti, del rapporto di Boccioni con l'interventismo e la guerra, e delle circostanze della sua tragica fine. I rapporti Busoni-Boccioni Busoni fu tra i primi estimatori della pittura di Umberto Boccioni. Nel 1912 acquistò, per 4000 marchi, La città che sale (o La ville qui monte ), suscitando l’immensa gratitudine dello spiantato artista e l’entusiasmo di Marinetti e di tutta la chiassosa congrega futurista. Ma Ferruccio Busoni non era futurista. L’anno successivo, una visita a una mostra di scultura dell’artista lo lascia profondamente deluso. L’innegabile impegno artistico dell’autore, e le teorie da lui profuse a spiegarne la poetica sottostante, non smuovono Busoni dalla prima impressi...