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Hypatia, melodramma di R. Caetani. 2. Responsabilità dell’assassinio d’Ipazia.

Filosofi. C’è chi in questo mosaico pompeiano vuol vedere una rappresentazione ideale dell’Accademia di Platone.   Osservate il mantello del personaggio più lontano: è tipico dei filosofi antichi. Avvolta in quel mantello, stando alla Suda, girava Ipazia, incurante di chi mugugnava osservando ch’era indumento maschile. Premessa La tragica fine di questa meravigliosa donna della tarda antichità – da Caetani assunta a protagonista della propria “azione drammatica” – ha offerto irresistibile esca a chi ha pensato bene di gettare discredito sul cristianesimo, in particolare nella sua versione cattolica. Hanno cominciato gli anticlericali di varia origine e natura. Ma in anni a noi più vicini, i mangiapreti sono stati ampiamente surclassati dall’irrompere sulla scena di esponenti dell’estremismo femminista, che l’insigne filosofa alessandrina si sono indebitamente appropriati, trasformandola nella propria portabandiera. Poco importa che si tratti, n...

Hypatia, melodramma di R. Caetani. 1. La studiosa alessandrina.

  Così mi piace immaginare Ipazia giovinetta, come questa ragazza da un affresco pompeiano (I sec. d.C.) in atteggiamento riflessivo prima di scrivere sul suo “quadernetto” nuovo di tavolette cerate (lat. pugillares , gr. pìnakes o déltoi ) .  [ È, questo, il primo di una breve serie di post dedicati al melodramma di Roffredo Caetani sulla fine di Ipazia, studiosa alessandrina del IV-V sec. d.C. Partiremo dalla figura storica della protagonista (I), per passare alle circostanze e responsabilità della sua tragica fine (II), e proseguire con l’esame del libretto e della musica dell’“azione drammatica” caetaniana (III e IV). Le immagini riportate a illustrazione dell'articolo non sono ritratti d'Ipazia – ne precedono la nascita di ben tre secoli! –   ma esemplificano (almeno le prime tre) la condizione delle donne nel mondo greco-romano in fatto di istruzione: non pari all'uomo, ma certo molto meno ignoranti di quanto certuni amano fantasticar...