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Perosi, Passione di Cristo, P. III - Invito all'ascolto

A. Ciseri, Trasporto di Cristo al sepolcro All'oratorio  La Passione di Cristo,  di Lorenzo Perosi, avevo dedicato un post l'anno scorso, proponendo un'analitica guida all'ascolto delle prime due Parti (“La Cena del Signore” e “L’orazione al Monte”) che si erano concluse con l'arresto di Gesù  ( v. Passione ).    Dedico questo nuovo post alla terza e ultima parte.   Premetto che in questo “Invito”, l’analisi sarà programmaticamente meno minuziosa di quella condotta nel post precedente. Per amore di brevità, farò di tutto per resistere al fascino della musica perosiana, limitandomi a qualche annotazione sui passi e gli aspetti più salienti. Ma entriamo subito in argomento. Nella Parte III Perosi, omessi i versetti dedicati al duplice processo (davanti al Sinedrio, e davanti a Pilato) si concentra – come dice il titolo – su “La morte del Redentore” (testo: Mc XV 25-37). Anche questa Parte si apre con un breve preludio strumentale, impostato sulla tonalità di ...

Non sarebbe il caso di spegnere la musica?

Non si allarmino i miei quattro lettori. Non sono un talebano e non sto proponendo di bandire dalle nostre case, e dalla nostra vita, la musica, questa peccaminosa adescatrice. Al contrario. È proprio l’amore per la musica che mi spinge ad affrontare l’argomento odierno, quello delle conseguenze negative della pervasiva presenza della musica un po’ dappertutto: centri commerciali, locali pubblici, ristoranti, negozi, parcheggi, alberghi… Musica spesso di infima qualità (Muzak!), e, in ogni caso, musica non richiesta, alla cui fastidiosa ingerenza non troviamo scampo. E notate che non è solo un problema di gusto, di fastidio personale. Pensate, per esempio, alla condizione di una commessa forzatamente esposta, per otto ore al giorno, al bombardamento di musica rock a tutto volume. Alla lunga, molto probabilmente, svilupperà problemi di ipoacusia. Da subito, e senza incertezze, possiamo dire che al termine della giornata di lavoro non può non uscire rintronata. A meno che non i...

Per la Notte di Natale

Gli auguri ai miei amici per le prossime feste natalizie vorrei accompagnarli (se fosse nelle mie disponibilità!) col dono di una coppia di gioielli confezionati in epoche diverse: il Concerto grosso op. VI n. 8 di Corelli e il Trittico botticelliano di Respighi. Sono doni che non dovrebbero riuscire sgraditi; perlomeno a quanti si ostinano a vedere, nelle prossime festività, qualcosa che va oltre l’esplosione consumistica e il trionfo del kitsch nelle sue varie forme. Arcangelo Corelli ( di Jan Frans van Douwen ) Arcangelo Corelli (Fusignano, 1653 – Roma, 1713) è un grande musicista attivo tra la seconda metà del XVII secolo e il primo decennio del XVIII. Romagnolo di nascita, si formò a Bologna e svolse la massima parte della sua attività a Roma, dove poté godere dell’amicizia e protezione di cardinali dotti e potenti quali Benedetto Pamphili e Pietro Ottoboni. Seppe coniugare l’eccezionale talento naturale con un lavoro attento e scrupoloso, con un perfezionismo evid...

Parini e i vegani

Parini e i vegani Giuseppe Parini Il testo che oggi vorrei proporre alla vostra cortese attenzione è uno splendido pezzo di poesia. E questo, per persone di gusto e amanti delle cose belle, è già un motivo più che sufficiente per leggerlo. O magari ri-leggerlo. Alcuni di voi – ne sono sicuro – lo avranno già letto a scuola e ne conserveranno un ricordo più o meno vago secondo le personali vicissitudini scolastiche, l’interesse   e, naturalmente, il numero di anni trascorsi. Spero, quindi, che la lettura, o rilettura, risulterà ugualmente gradita. Tanto più che il passo in questione, oltre all’indiscutibile valore estetico, presenta risvolti morali a mio avviso oggi ancora più interessanti che al suo tempo. Se invece riuscirò ad annoiarvi, mi scuserò col Manzoni, “credete che non s’è fatto apposta”. L’autore, Giuseppe Parini, è poeta generalmente noto. Tuttavia forse non sarà superfluo richiamare qualche dato essenziale. Nacque a Bosisio   (Lecco) nel...

Giovanni Luca Conforti: gorge, passaggi e altri abbellimenti

citarista (partic. da incis. di Dall'Acqua) In un articolo precedente, dedicato a Monteverdi e Tasso ( v. Combattimento ), si è fatto cenno alle ‘ gorghe’ (o ‘ gorge’ ), esemplificando con un esercizio di Giovanni Luca Conforti. È ora il momento di riprendere il discorso. Non è – come potrebbe sembrare a prima vista – un argomento di esclusiva pertinenza di eruditi. Già il fatto che le ‘gorghe’ rientrassero nella pratica esecutiva generalizzata dei cantanti del XVI e XVII sec., e oltre, dovrebbe bastare – io credo – a richiamare l’attenzione di chiunque abbia interesse al belcanto e al suo svolgimento. Ma c’è   di più: esse erano pratica corrente anche nella musica strumentale, sebbene in questi casi si preferisse parlare di ‘ passaggi’ o ‘ diminuzioni’ . Uno dei trattati teorici più antichi sull’argomento, la Fontegara di Silvestro Ganassi del Fontego (1535), è dedicato al flauto (diritto), ma con la precisazione che esso può risultare utile “ ad ogni histrument...